Come nasce un DIORAMA


L’argomento, così come il titolo, può sembrare banale perché ogni modellista è portato a pensare che la realizzazione di questa sorta di fotografia tridimensionale sia un compito facile a cui dedicare poco tempo ed energia ma non è così.
Se si vuole arrivare ad un risultato apprezzabile occorre impostare il lavoro in maniera professionale. Da quando scoprii i diorami di Verlinden, attraverso i vecchi cataloghi Tamiya e Italaerei, ho tentato di conferire ai miei la stessa impostazione, tentando di far comprendere chiaramente la storia rappresentata nella scena.
Il tempo e l’esperienza mi hanno insegnato a trovare i giusti colori, le miscele e ad applicare piccoli trucchetti che migliorano il mio lavoro. Nel tempo sino usciti libri, DVD, articoli e dora internet che hanno contribuito non poco a far sì che il mio lavoro migliorasse. Sia ben inteso che ho ancora molto da imparare ma quello che conosco mi ha spinto a scrivere questo articolo e a condividerlo con chi avrà la pazienza di leggermi.
Quando decido di costruire un diorama ha già un’idea di massima che sviluppo in base al modello che ho intenzione di costruire e dei relativi figurini. Quest’idea la sviluppo prima su carta attraverso numerosi disegni, per lo più fatti anche male, ed anche posizionando i soggetti in vari modi. Dopo, passo alla realizzazione fittizia del disegno su quella che sarà la base effettiva del diorama. ( foto 1 e 2)

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Realizzo prove su prove, cercando di ottimizzare la distribuzione delle figure e del mezzo che intendo utilizzare. Cerco di posizionare nel diorama un elemento che mi dia un punto focale sopraelevato ( casa, albero, palo, collinetta ecc) e che mi aiuti a creare anche un certo sfondo.
( foto 3)

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Personalmente per il terreno utilizzo sempre la stessa miscela da anni: sabbia, acqua, vinavil ed erba sintetica di varie lunghezze. ( foto 4)

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Per la colorazione uso acrilici di varie marche, non ho preferenze!
La fase della colorazione non è di poca importanza in quanto il colore del terreno andrà poi applicato come “sporcatura” ai vari soggetti in campo.
Nel progettare un diorama tengo molto in considerazione il fatto storico e temporale in modo che non cada in un errore grossolano che faccia ridere a crepapelle qualche giudice. Tengo molto alle divise e cerco di farle meglio che posso, anche perché, a livello generale, rivestono un ruolo importante nella contestualizzazione della scena.
Cerco, nel limite del possibile, di far procedere la costruzione dei soggetti con quella del terreno ma non sempre mi riesce.
A questo punto il diorama sarebbe finito ma prima del debutto in società ci vuole sempre il sommo giudizio della moglie che con il suo fine senso estetico darà il via libera all’opera.
Nicola Greco


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