OMAGGIO A UN CAVALIERE DELL'ARIA

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La storia celata dietro una persona, a volte, può essere un oceano di esperienze. Un incontro avvenuto per puro caso, ha spianato la via delle mie convinzioni ed aperto i miei occhi su un mondo nascosto dalla polvere di 70 anni.
Ma andiamo con ordine. Qualche mese fa, mi fu chiesta da un amico, la realizzazione di un di aereo B.R.20 della Regia Aero-nautica Italiana per lo zio della sua fidanzata, il quale aveva volato su quel modello di aereo in Russia, svolgendo una trentina di missioni, durante la seconda guerra mondiale. Naturalmente con entusiasmo accettai e costruii il modello, speranzoso di poter conoscere questa persona ed il suo bagaglio di preziose esperienze. Pochi giorni fa, finalmente, i miei sogni si sono rea-lizzati ed ho incontrato il Cavaliere della Repubblica Sig. Antonio Pili, nato nel 1923 a Golfo Aranci ed ora residente nella mia città: Civitavecchia.
Subito mi ha colpito per i suoi occhi, vispi e scintillanti, la sua memoria vivissima e la mente arguta ed affilata. Uno spettacolo sentirlo raccontare le sue esperienze, con quello sguardo che cercava il cielo, quasi a volersi riappropriare di quell'elemento che per tanti anni ha rappresentato la sua vita. Infatti il Sig. Pili è stato meteorologo per l'Aeronautica fino al 1979, andando in congedo con il grado di Maresciallo di Prima Classe Marconista Operatore, dopo aver prestato servizio nelle Stazioni Meteo sul Monte Argentario, a Grosseto, Roma Urbe ed infine a Santa Marinella Torre Chiaruccia.
Durante la chiacchierata mi ha raccontato molte storie sulla sua campagna in Russia, dove dovette combattere, oltre ai solda-ti, anche contro condizioni climatiche avverse e la mancanza di equipaggiamenti necessari. Una volta addirittura fu lasciato nella sua guardiola per ben 2 ore e 45 minuti, quando il cambio, per ragioni di freddo estremo, doveva essere effettuato ogni 30 minuti! Oppure quando, durante una missione di bombardamento della sua squadriglia, composta da 7 B.R.20, dove lui occupava il posto di Marconista/Mitragliere sotto pancia (mandibola), si vide attaccare da 7 aerei Russi. Si riteneva ormai spacciato, quando 20 Bf 109F tedeschi si staccarono dalla formazione di 200 bombardieri che stavano scortando ed andarono in suo aiuto, abbattendo tutti gli aerei Russi ed accompagnando i superstiti bombardieri Italiani per 200Km..
Durante questo colloquio ho scoperto la sua enorme cultura sentendolo parlare in Inglese, Tedesco e Russo! E addirittura recitare una bellissima poesia in quest'ultima lingua, e spiegarmene il significato romantico. Gli ho chiesto intimidito se avesse ricevuto onorificenze e lui, come se fosse la cosa più normale del mondo mi risponde che è stato nominato Cavaliere della Repubblica nel 1980 dal Presidente Sandro Pertini. Leggo la splendida pergamena del Cavalierato e vi trovo scritto: "In consi-derazione di particolari benemerenze"; e capisco quanta sofferenza, dolore ,ma anche quanta voglia di aiutare, rischiando la propria vita per il prossimo, spinsero questa persona a compiere le sue azioni. Una nobiltà d'animo incredibile permea il Sig. Pili e la sua voce non denotava mai rabbia o tristezza, nonostante le atrocità vissute, ma solamente rimpianti per una vita che lo ha visto, suo malgrado, al centro di forti vicende.
Poi nel sentire le sue storie più toccanti, come aver visto morire i suoi amici su altri aerei, man mano la mia curiosità di mo-dellista ha lasciato il passo alla commozione di uomo e mi sono reso conto di quanto noi tutti DOBBIAMO a chi ha combattuto. Loro hanno versato sangue anche per tutto quello che abbiamo ora...Queste persone sono tesori in soffitta, medaglie impol-verate, lacrime versate ed eroi dimenticati. Durante il periodo bellico il Sig. Pili ha compiuto oltre 30 missioni su B.R.20 Cico-gna, volando inoltre su SM81 e CANT 1007Bis e vivendo veri momenti di paura, come l'inceppamento delle sue mitragliatrici, a causa del ghiaccio, ed anche momenti di gioia ogni qual volta rientrava dalle missioni (a volte in condizioni disastrose). Eppure non ha mai avuto paura della morte, l'ha rispettata, ma mai temuta. Tante imprese ha compiuto nella sua esistenza e voleva che venissero scritte, che qualcuno rendesse noto il suo nome, non per vanità ma per far capire quanto sia bella ora la vita e priva di tante difficoltà e pericoli.
Per questo ho scelto di scrivere queste righe: perché tutti sappiano dell'esistenza di quest'uomo; perché mi sono sentito di dovergli qualcosa: ammirazione, rispetto, gratitudine. Umilmente ho cercato di riportare qualche piccolo episodio e più che altro ho cercato di far capire che tipo di persona sia, il suo spessore, il suo altruismo, la sua gioia di vivere. Lui la storia non l'ha solo letta: l'ha fatta. Ha vissuto l'inferno ed è tornato, per vivere la sua normale vita di persona speciale e raccontare, a chiunque la voglia sentire, la sua vicenda umana. Sono parole di sofferenza e paura, ma anche di altruismo, speranza e gioia.
Grazie Cavaliere Pili, grazie Antonio.

Paolo Colaiacomo


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